Non ci bastava l’acqua del Sindaco.


Adesso abbiamo anche il vino del Sindaco (seppure di Castello d’Argile)

di Federico Serra

Michele Giovannini, attuale Sindaco di Castello d’Argile, prima di diventare Sindaco, era uno dell’Accatà.

E qui all’Accatà lo chiamavamo, come lo chiamano in tanti, Ecos.

E “Ecos” é proprio il nome che ha dato al suo vino bianco. Un vino che gli assomiglia, ci piace dire. Un vino genuino, buono mentre si mangia, un vino sorridente. Ma un vino che, proprio come Ecos, ha dentro di sé una bella storia. Una storia che lo rende ancora migliore.

La vigna di questo vino fu piantata a Castello d’Argile nel 1962 da Claudio Masina, purtroppo morto qualche anno fa. Claudio lavorava la terra come mezzadro e abitava a poche decine di metri dalla vigna. La nomea del vino di Masina è buona, tutti gli anziani raccontano che “faceva un buon vino”. Il vigneto ora è parte di una grande azienda, l’Agrar, nella quale il Sindaco stesso ha lavorato da ragazzo: raccolta delle cipolle, mietitura del grano, zappatura delle barbabietole e tanto altro.IMG_20160511_122707

Il vecchio padrone dell’Agrar non aveva mai voluto abbatterla, ma da quattro anni non veniva più coltivata. Il Sindaco, vedendola incolta, aveva chiesto spiegazioni al proprietario: “Pagare degli operai per potarla e vendemmiarla, più i trattamenti, non vale la pena”, era stata la risposta, tanto pragmatica quanto ineccepibile. Poi aveva rilanciato: “La vuoi prendere tu?”. E il Sindaco, visto che prima di essere Sindaco era stato uno dell’Accatà, risponde di sì. Dopo alcuni tortuosi percorsi burocratici, che avevano tarpato le ali a qualche tentativo di un pensionato precedente, il Sindaco apre la sua partita IVA agricola e parte. Da bravo compagno ambientalista decide di fare agricoltura biologica. Chiede così aiuto all’amico Michele Brunelli. Brunelli, oltre ad essere uno dei pochi contadini che pratichino agricoltura biologica nella zona di Argile, è, tra l’altro, anche un compagno di tiro alla fune del Sindaco. Infatti, siccome è uno dell’Accatà, prima di essere Sindaco, era anche un tiratore alla fune con la Centese (più volte campioni d’Italia negli anni novanta). Disciplina che, con molta serietà, ma senza perdere il suo proverbiale sorriso, aveva portato proprio qui alla Festa, durante le prime gloriose edizioni…

Quindi Brunelli gli farà i trattamenti (solo rame e zolfo per biologico) e il Folicello (uno dei pionieri dei vini biologici della zona, ben noto a queste tavole) si occuperà invece della vinificazione. Dopo il periodo richiesto di conversione, che dura tre anni, arriverà la certificazione biologica.

Così il vino entra nelle bottiglie, naturalmente arriva fino all’Accatà e dentro la nostra Festa, sulla vostra tavola.

Ordinando questo vino, ordinerete quindi un buon vino e una buona storia.

 

 

P.S.:Michele Giovannini, è diventato Sindaco di Castello d’Argile nel 2009, dopo aver vinto a sorpresa le primarie del centrosinistra e strappando il Comune alla destra, dopo anni, con il 41,3% (non è previsto il ballottaggio). Nel 2014 è stato rieletto col 69,43% dei voti.

Insomma, è proprio uno dell’Accatà.

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